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	<title>Tibet Free</title>
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	<description>il blog di Roberto Pinter</description>
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		<title>Tibet Free</title>
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		<title>DOPO IL PREMIO NOBEL AL DALAI LAMA QUELLO A LIU XIAOBO, MA LA CINA CAMBIERÀ?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 10:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, ha riacceso i riflettori dell&#8217;opinione pubblica mondiale, o almeno di quella parte che ha a cuore la libertà di ogni cittadino di questo mondo, sulla Cina e sulla repressione delle minoranze e di ogni dissenso. Dopo il conferimento dello stesso premio al Dalai Lama [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=631&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://robertopinter.files.wordpress.com/2010/11/nobel.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-632 alignleft" title="Nobel" src="http://robertopinter.files.wordpress.com/2010/11/nobel.jpg?w=106&#038;h=150" alt="" width="106" height="150" /></a>Il Premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, ha riacceso i riflettori dell&#8217;opinione pubblica mondiale, o almeno di quella parte che ha a cuore la libertà di ogni cittadino di questo mondo, sulla Cina e sulla repressione delle minoranze e di ogni dissenso.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dopo il conferimento dello stesso premio al <a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/xflflr_l-appello-del-dalai-lama-per-liu-xiaobo-e-aung-san-suu-kyi_news" target="_blank">Dalai Lama </a>e dopo la sanguinosa repressione dei monaci tibetani, ancora una volta il silenzio dei  governi delle nazioni democratiche, è stato scosso dalla assegnazione del Nobel a chi ha avuto il coraggio, anche a rischio della propria vita,  di denunciare la repressione dei diritti umani.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La Cina si indigna e rafforza la repressione contro chiunque rompa il silenzio, cercando di uccidere le speranze ma dimostrando anche che non è ancora riuscita a completare l&#8217;opera.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Vogliamo capire di più quello che sta accadendo in Cina, ciò che muove il dissenso e quali siano le prospettive per le tante minoranze a rischio di cancellazione, come i tibetani e gli uiguri e quello che non accade nella comunità internazionale.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per questo abbiamo invitato il corrispondente della Repubblica a Pechino, <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/27/cina-il-dissenso-invisibile-pechino-la-protesta.html">Gianpaolo Visetti </a>(già direttore del Trentino) ad un pubblico incontro che si terrà il 5 novembre.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/631/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/631/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=631&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La resa dei conti tra indipendentisti e autonomisti.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito di Italia Tibet sono  stati pubblicati due interventi, uno di Carlo Buldrini e uno del presidente Claudio Cardelli, entrambi a commento del dibattito ospitato da Radio Radicale tra Pietro Verni e Marco Pannella. Conosco le posizioni di Verni e le trovo, come dire “scontate”,  politicamente troppo distaccate, più volte a rispondere alle proprie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=628&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito di Italia Tibet sono  stati pubblicati due interventi, uno di Carlo Buldrini e uno del presidente Claudio Cardelli, entrambi a commento del dibattito ospitato da Radio Radicale tra Pietro Verni e Marco Pannella. Conosco le posizioni di Verni e le trovo, come dire “scontate”,  politicamente troppo distaccate, più volte a rispondere alle proprie domande che ad offrire una via d&#8217;uscita al  popolo tibetano. Quanto a Pannella è trentanni che faccio a pugni con le sue elaborazioni che contengono verità scomode, ma anche comode omissioni.</p>
<p> Trovo  il commento a riguardo di Claudio Cardelli equilibrato e corretto</p>
<p>Mi preoccupa di più il commento di Carlo Buldrini, che pure stimo, perchè invita ad una resa dei conti tra autonomisti ed indipendentisti che è assolutamente l&#8217;ultima cosa di cui ha bisogno il popolo tibetano.</p>
<p>Io credo che la nostra associazione per statuto debba riconoscersi nelle posizioni espresse dal Dalai Lama e del parlamento e governo in esilio, ma non deve per questo evitare di interrogarsi su cosa accade in Cina e tra i tibetani.</p>
<p>La discussione tra indipendentisti e autonomisti ha un senso se è un modo per domandarsi quale sia la  giusta via per la libertà del popolo tibetano, è un non senso se invece pensa di poter veramente disporre dell&#8217;alternativa.</p>
<p>Non conosco tibetano o amico dei tibetani, ed io mi considero tale,che non pensi che l&#8217;indipendenza sia un diritto e logica conseguenza dell&#8217;autodeterminazione, e chi è per l&#8217;autonomia lo fa per scelta politica non per resa. Non c&#8217;è alcuna relazione tra l&#8217;essere indipendentisti e l&#8217;avere a cuore la sorte dei tibetani. Anzi semmai ritengo che chi propone l&#8217;indipendenza come via da percorrere politicamente e non solo idealmente sia più interessato alla ragione astratta che non alle sorti concrete dei tibetani.</p>
<p>I tibetani non vogliono saperne della Cina, non ci vogliono grandi saggi per dirlo, ma hanno affidato consapevolmente al Dalai Lama la guida non solo spirituale ma anche politica del popolo tibetano e per questo si riconoscono nella sua azione, che non è quella di un stanco revisionista, ma di un lucido leader che conosce benissimo la condizione vissuta dai tibetani eppure ha , a differenza dei nostri commentatori o di giovani impazienti, la responsabilità di non far cadere nella disperazione il suo popolo e di offrire una via d&#8217;uscita. L&#8217;unica via d&#8217;uscita oggi per un popolo oppresso dalla Cina è certamente quella di confidare nel cambiamento di quel paese, ma guardando al potere del nazionalismo e dell&#8217;imperialismo cinese è impossibile che esista una via pacifica all&#8217;indipendenza ed è ancor più impossibile che ne esista una armata.</p>
<p>Bisogna augurarsi il martirio dei tibetani se ne rivendichiamo l&#8217;indipendenza ed è singolare che se l&#8217;autonomia non fa un passo si rilanci con l&#8217;indipendenza, addirittura presumendo di essere così più realisti!!</p>
<p>In ogni caso che senso ha chiedere la resa dei conti come prima o poi hanno fatto purtroppo i tanti movimenti indipendentisti o rivoluzionari? Scegliere i più duri, i più puri? E chi lo decide? L&#8217;osservatore occidentale? Perchè assimilare la straordinaria forza e unità della resistenza tibetana a movimenti che non hanno mai scelto la nonviolenza come mezzo per arrivare alla libertà e come  espressione di libertà.</p>
<p>La verità è che la situazione è disperata, che la Cina è sempre più forte e sempre più feroce, che gli stati e la politica internazionale sono indifferenti, che conta solo l&#8217;interesse economico, e che noi europei invece di dividerci sul cosa chiedere dovremo unirci per fare l&#8217;impossibile.</p>
<p>I tibetani hanno diritto all&#8217;impazienza, noi dovremo essere sì impazienti, ma non verso il Dalai Lama, bensì verso noi stessi e verso i nostri governi: tanto per cominciare, poi ne riparliamo.</p>
<p style="text-align:right;">Roberto Pinter</p>
<p style="text-align:right;">consiglio nazionale Italia Tibet</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/628/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=628&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Resolutions of Autonomous Regions in Support of Tibet</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace, diritti e geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>

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		<description><![CDATA[In March of 2008, the world was shocked about the violent repression by the Chinese Government of demonstrations and uprising in Lhasa and many other parts of Tibet, in which Tibetans protested against the violation of their human rights and for freedom. In the run-up to the Olympic Games, the issue of Tibet therefore once [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=625&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In March of 2008, the world was shocked about the violent repression by the Chinese Government of demonstrations and uprising in Lhasa and many other parts of Tibet, in which Tibetans protested against the violation of their human rights and for freedom. In the run-up to the Olympic Games, the issue of Tibet therefore once again entered world public opinion. <span id="more-625"></span>Shortly after the Games, representatives of the Tibetan Government in exile presented to their Chinese counterparts the “Memorandum on Genuine Autonomy for the Tibetan People”.</p>
<p>In this memorandum, the Tibetan side agrees to accept Chinese sovereignty in exchange for real autonomy. Furthermore, the Memorandum calls for the respect of the Tibetan identity and culture, while respecting the framework of the Chinese constitution.</p>
<p>The Memorandum provides a basis for discussing the implementation of a right that has formally been recognized by the Chinese Government first in the “Seventeen Point Agreement” of 1951 and then with the establishment of the Tibet Autonomous Region, but actually denied since 1959, after the complete Chinese take over and the induced settlement of Han Chinese, which is reducing the Tibetans to a minority in their own territory.</p>
<p>The autonomy of our Regions and Provinces we represent is the best proof that conflicts can be settled in a nonviolent way, fully respecting the rights of both sides, and that it is possible to preserve the culture and identity of a people, even minority, through forms of autonomy and self-government. It has especially shown that the rights of minority groups and peoples are fully compatible with the sovereignty and unity of the state.</p>
<p>For these reasons we support the decision of the Dalai Lama and the Tibetan Government and Parliament in exile to pursue internal self-determination instead of independence. The proposals contained in the “Memorandum on Genuine Autonomy for the Tibetan People” is the most effective way to achieve recognition of the rights of Tibetan people to self-government in all regions of Tibet and for the preservation of their language, culture, and religion, as well as for the protection of their environment and natural resources.</p>
<p>Considering the experiences of the many autonomous regions around the world, which have shown that conflicts can be prevented or overcome by  respecting the fundamental rights of distinct peoples and ethnic and linguistic minorities and enabling them to exercise the right to self-government while  respecting the territorial integrity of state.</p>
<p>We call on the Chinese Government to:</p>
<ul>
<li>Consider the existence and experience of these autonomous regions and their capacity to overcome conflict and maintain constructive institutional dialogues between respective central governments and the autonomous authorities;</li>
<li>And to engage in negotiations with the Dalai Lama and the Tibetan Government and Parliament on basis of the Memorandum on Genuine Autonomy.</li>
</ul>
<p>We call on the Chinese Government, the Dalai Lama and the Tibetan Government and Parliament in exile to:</p>
<ul>
<li>Speed up the negotiation in order to ensure the implementation of genuine autonomy by the Tibetan people as soon as possible and to prevent the aggravation of the conflict.</li>
</ul>
<p>Finally, we ask the United Nations and the governments of its member states and the European Parliament to support the objectives of this resolution which is entirely in conformity with international law.</p>
<p>As territorial entities which enjoy autonomy and self-government, we offer our support for the achievement of a just and genuine autonomy for the regions of Tibet which is in the interest of all parties.</p>
<p>We offer our expertise and lessons learned from our history, our statutes and our legal systems which may provide useful examples on how to accommodate different territorial and ethnic identities within different national constitutions in ways that  serve the interest of all parties in resolving their differences.</p>
<p>We offer our legal and administrative resources to support the search for and development of normative and legal provisions and structures for the realization of autonomy in keeping with the specific and complex situation in the Peoples Republic of China.</p>
<p>We call on all autonomous regions to sign this resolution and to appeal to their respective national governments to support the quest for a just and mutually acceptable autonomy, which enables the Tibetan people to enjoy genuine self-government and peace within the framework of the Chinese constitution.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/625/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=625&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Tavola rotonda “Le Autonomie per il Tibet”</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace, diritti e geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>

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		<description><![CDATA[Trento 17 novembre 2009 Intervento di Roberto Pinter Tashi Delek. Siamo felici di accogliere in Trentino sua santità il Dalai Lama. E’ un onore per la nostra comunità, perché lei santità ci regala sempre una grande emozione e ci offre la saggezza della quale tutti abbiamo bisogno. E’ la terza volta che viene in Trentino, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=623&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trento 17 novembre 2009</p>
<p style="text-align:right;">Intervento di <strong>Roberto Pinter </strong></p>
<p>Tashi Delek.</p>
<p><strong>Siamo felici</strong> di accogliere in Trentino sua santità il Dalai Lama. E’ un onore per la nostra comunità, perché lei santità ci regala sempre una <strong>grande emozione</strong> e ci offre la saggezza della quale tutti abbiamo bisogno.</p>
<p>E’ la terza volta che viene in Trentino, sono passati otto anni dalla prima e vorrei poter affermare che il popolo tibetano ha fatto qualche passo in più verso la propria libertà, ma purtroppo non è così.</p>
<p>Nei giorni scorsi, nonostante l’imminente visita di Obama, è stata eseguita la <strong>condanna a morte</strong> di due giovani tibetani per aver partecipato alle proteste del marzo 2008, uno schiaffo a tutta la comunità internazionale che aveva espresso solidarietà ai tibetani vittime della feroce repressione alla vigilia delle olimpiadi.</p>
<p><strong>La Cina </strong>ha trasformato l’isolamento nell’opinione pubblica mondiale nel rafforzamento del nazionalismo cinese e ha usato la crisi economica per consolidare il proprio peso nell’economia mondiale.</p>
<p><strong>Nessun segnale di moderazione</strong> nei confronti dei tibetani e di ogni altra minoranza come quella jugura, nessuna apertura rispetto ai diritti umani violati, e l’anniversario del massacro di Piazza TienAnMen è stato usato per mostrare i muscoli di un apparato militare in continua crescita.</p>
<p>Proprio in questi giorni <strong>Obama è in Cina</strong> e sappiamo che il governo cinese, oltre a rifiutarsi di parlare di diritti umani, chiederà che sia riconosciuta la sovranità cinese sul Tibet e che quindi la questione tibetana sia considerata un affare interno.</p>
<p>Al Dalai Lama è stato riconosciuto il <strong>premio Nobel</strong> per la pace per quello che ha fatto e per la scelta della nonviolenza, al presidente Obama per quello che può fare. Mi auguro che quando i due premi Nobel si incontreranno Obama possa parlare di quello che ha fatto per il Tibet.</p>
<p><strong>Per noi</strong> e per le Regioni che hanno ottenuto l’autonomia, <strong>la libertà del popolo tibetano non sarà mai un affare interno della Cina.</strong></p>
<p>Ed <strong>è per questo che oggi abbiamo invitato il Dalai Lama.</strong> <strong>Non solo</strong> per sentire la sua parola, non solo per esprimere la nostra solidarietà e la commozione per le vittime della repressione cinese, non solo per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e il rispetto della lingua, della cultura e della religione dei tibetani.</p>
<p>Oggi sua santità è qui per concludere un importante convegno che abbiamo voluto e insieme condiviso.</p>
<p><strong>Io so che siete qui per sentire il Dalai Lama</strong>, ma chiedo la vostra pazienza che è pur sempre poca cosa rispetto a quella dei tibetani, perché il <strong>Dalai Lama oggi è qui per sentire quello che hanno da dire le Autonomie</strong> speciali come il Trentino, come il Sudtirol, come le isole Aland e come la Catalunya, insieme alle tante autonomie regionali di tutto il mondo.</p>
<p>La nostra iniziativa nasce dalla volontà di dimostrare che il “<strong>Memorandum per la genuina autonomia”</strong>, presentato al governo cinese e ingiustamente respinto, è in realtà <strong>coerente</strong> con la Costituzione cinese e in grado di riconoscere l’autogoverno ai tibetani pur nel rispetto degli attuali confini della Repubblica cinese.</p>
<p><strong>Sandhong Rimpoché</strong>, capo del governo tibetano in esilio, ieri ha detto: “..non abbiamo una agenda segreta, non ci interessa il potere politico, non vogliamo l’indipendenza, vogliamo <strong>solo la libertà per il popolo tibetano e per questo vogliamo l’autonomia.”</strong></p>
<p><strong>Se la Cina vuole che le sia riconosciuta la sovranità territoriale sul Tibet deve riconoscere l’autonomia all’intero Tibet. Questa è l’unica strada per costruire un futuro di pace e di convivenza e per non uccidere l’identità e la speranza di un popolo</strong>.</p>
<p><strong>La nostra iniziativa non finirà qui</strong> perché oggi concludiamo i lavori di questa tavola rotonda con una mozione delle “Autonomie per il Tibet”, un documento che vogliamo condividere con tutte le Autonomie regionali italiane, europee, mondiali, per creare <strong>una rete</strong> di sostegno alla lotta per l’autonomia dei tibetani e un supporto giuridico amministrativo al percorso per il riconoscimento dell’autonomia.</p>
<p>Le autonomie <strong>chiederanno ai rispettivi Stati</strong> un impegno della Comunità Internazionale, affinché a <strong>governare il mondo non siano soltanto</strong> gli <strong>interessi economici, ma anche il bisogno di rispettare i diritti umani, di tutelare le minoranze, e l’interesse alla salvaguardia di una terra bellissima, il Tibet, e del suo splendido e coraggioso popolo con la sua spiritualità e con la sua cultura</strong>.</p>
<p>Santità, lei ha più pazienza e più determinazione di noi, e vorremmo che la sua compassione e il suo impegno per continuare nella non violenza fossero premiati. Vorremmo che <strong>un giorno lei potesse</strong>, non solo ascoltare in una tavola rotonda i rappresentanti delle Autonomie, ma potesse intervenire come legittimo <strong>rappresentante della Regione autonoma del Tibet. </strong></p>
<p>Questo <strong>è il nostro augurio</strong> e per questo auguriamo lunga vita a His Holiness</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/623/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=623&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Condanne a morte eseguite a Lhasa, il dramma e la speranza del popolo tibetano.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace, diritti e geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>

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		<description><![CDATA[L’esecuzione della condanna a morte di due giovani tibetani accusati di aver partecipato alle proteste e agli incidenti di Lhasa nel marzo dell’anno scorso suona come una sfida rispetto alla prossima visita di Obama in Cina. Si conosce la facilità con la quale in un paese in preda alla corruzione e sprovvisto di una vera [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=619&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’esecuzione della condanna a morte di due giovani tibetani accusati di aver partecipato alle proteste e agli incidenti di Lhasa nel marzo dell’anno scorso suona come una sfida rispetto alla prossima visita di Obama in Cina.</p>
<p>Si conosce la facilità con la quale in un paese in preda alla corruzione e sprovvisto di una vera tutela dei diritti umani e della possibilità di una difesa, si condanna a morte e si eseguono a migliaia ogni anno. Si sperava che di fronte all’indignazione di tutto il mondo rispetto alla dura repressione del governo cinese nel Tibet ci fosse almeno la sospensione delle condanne a morte, anche come minimo gesto di disponibilità.</p>
<p>Così non è e continua così a rimanere lontana una soluzione positiva del dramma vissuto da un intero popolo. Un popolo quello tibetano che non perde il suo coraggio e la speranza, come ben documentato dall’inviato della <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/31/tra-fantasmi-del-tibet.html" target="_blank">Repubblica, Gianpaolo Visetti</a>, che è riuscito a tornare in Tibet.</p>
<p>Lo stesso giornalista che abbiamo invitato a coordinare la tavola rotonda che il 17 novembre a Trento vedrà la presenza del Dalai Lama.</p>
<p>Il 16 e il 17 novembre cercheremo di aiutare il popolo tibetano con una riflessione che vuole supportare la richiesta di autonomia, proprio alla luce delle tante esperienze di autonomie che con l’autogoverno hanno risolto i conflitti di minoranze private del loro diritto alla autodeterminazione.</p>
<p>Il 17 sarà presente il Dalai Lama. Una grande occasione anche  per manifestare la nostra solidarietà al popolo tibetano e per chiedere di non eseguire le condanne a morte, di liberare i tanti prigionieri politici rinchiusi nelle carceri e di restituire ai tibetani i diritti fondamentali e la libertà.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/619/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/619/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=619&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo sito Roberto Pinter</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[É on line un nuovo sito www.robertopinter.eu<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=611&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>É on line un nuovo sito <a href="http://www.robertopinter.eu">www.robertopinter.eu</a></p>
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		<item>
		<title>ritorna a Trento il Dalai Lama</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace, diritti e geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet e Dalai Lama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=614&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://robertopinter.files.wordpress.com/2009/10/corriere-17-ottobre.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-615" title="Corriere 17 ottobre" src="http://robertopinter.files.wordpress.com/2009/10/corriere-17-ottobre.jpg?w=284&#038;h=300" alt="Corriere 17 ottobre" width="284" height="300" /></a><a href="http://robertopinter.files.wordpress.com/2009/10/corriere-17-ottobre.jpg"></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertopinter.wordpress.com/614/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertopinter.wordpress.com/614/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=614&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La ricostruzione dopo il terremoto e il ruolo della Provincia di Trento</title>
		<link>http://robertopinter.wordpress.com/2009/09/15/la-ricostruzione-dopo-il-terremoto-e-il-ruolo-della-provincia-di-trento/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 17:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera aperta al Presidente Lorenzo Dellai            Caro Presidente, sono uno dei tanti trentini orgogliosi del lavoro fatto dai nostri volontari e dalla Protezione civile all’indomani del tragico terremoto in Abruzzo. E sono anche orgoglioso che siano state consegnate le prime casette a chi corre il rischio di affrontare l’inverno nelle tende e che siano state [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=604&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera aperta al Presidente Lorenzo Dellai          </h3>
<p> Caro Presidente,</p>
<p><strong>sono uno dei tanti trentini orgogliosi del lavoro fatto dai nostri volontari </strong>e dalla Protezione civile all’indomani del tragico terremoto in Abruzzo. E sono anche orgoglioso che siano state consegnate le prime casette a chi corre il rischio di affrontare l’inverno nelle tende e che siano state realizzate grazie anche alle risorse e alle competenze della autonomia e grazie alle professionalità cresciute in Trentino.<span id="more-604"></span> <strong>E’ giusto il contributo solidale di questa terra ed è giusto che l’Autonomia speciale venga colta come occasione di efficienza e di buon governo.</strong></p>
<p><strong>Sono un po’ preoccupato che il lavoro e la specialità trentina vengano usati dal presidente Berlusconi</strong> per una passerella mediatica che rasenta l’indecenza per la mancanza di misura e di pudore. Che il capo del governo si faccia bello della qualità raggiunta da questa Provincia, nonostante la sua avversione per ogni forma di autonomia e il suo costante tentativo di demolire capacità e credibilità della pubblica amministrazione, <strong>è però un rischio che andava corso.</strong></p>
<p>E caro Presidente sarò pure contento se avrai modo di arricchire la tua credibilità politica grazie al fatto che rappresenti la laboriosità della gente trentina.</p>
<p>Credo però giusto sollevare un tema sul quale ti invito a riflettere e rispetto al quale mi aspetto anche delle risposte.</p>
<p>L’inaugurazione festosa delle prime casette non deve apparire come il superamento della emergenza umanitaria, troppe sono ancora le sofferenze e i disagi e troppi sono ancora gli interventi che ad alcuni mesi di distanza stanno ancora attendendo l’inizio. Ma questo è un appello che rivolgo al governo nazionale più che a te.</p>
<p>Al tempo stesso temo che una risposta legata alla emergenza non risulti come la risposta! Mentre si avvicina l’inverno si accendono le luci attorno ai nuovi progetti e si spengono quelle attorno all’inestimabile patrimonio dei centri storici delle zone colpite dal sisma. Il rischio che i prefabbricati e poi le nuove case comportino la morte delle speranze che quei centri tornino a vivere è molto alto. Non sfugge infatti la scelta politica del governo di Berlusconi di non aver attivato uno straordinario investimento di risorse pubbliche, per preservare ciò che rimane e per immaginarne la ricostruzione. <strong>Non aver attivato una finanza straordinaria per la ricostruzione significa concentrarsi sulla emergenza, trascurando il patrimonio storico e lasciandolo abbandonato al suo degrado. Gli edifici andavano puntellati, protetti dal maltempo e dal gelo e andavano promossi i progetti e le risorse necessarie per ridare vita all’Aquila come ai piccoli borghi.</strong> Per Berlusconi era più importante non ricorrere a nuove tassazioni piuttosto che lasciar morire un pezzo d’Italia e sono convinto invece che gli italiani avrebbero condiviso il contributo per la ricostruzione.</p>
<p><strong>Dobbiamo invertire questa tendenza a lasciar morire i centri storici, perché con la loro morte morirebbero anche il senso di appartenenza e l’identità di quella gente, pensiamo al nostro Trentino cosa vorrebbe dire per i nostri anziani abbandonare i loro paesi per finire in anonimi fabbricati.</strong> Sarebbe una grave sconfitta per il paese che si sommerebbe alla tragedia. Dobbiamo ridare speranza e il modo per farlo è riportare a nuova vita quel pezzo d’Italia.</p>
<p>Allora Presidente tu sai quante risorse il Trentino ha destinato alla conservazione dei centri storici, e conosci la mia caparbietà quando da assessore rivendicavo l’investimento per le ristrutturazioni. Conosci anche le tante professionalità cresciute nella progettazione e le tante imprese e artigiani che hanno contribuito a mantenere un patrimonio straordinario. E conosci le tecnologie innovative nel campo dell’edilizia sostenibile e del risparmio energetico.</p>
<p><strong>Sarebbe bello dopo gli interventi di emergenza assistere all’intervento della Provincia di Trento per ricostruire i centri storici distrutti dal terremoto, e sarebbe importante che tu rappresentassi questa esigenza e questa disponibilità al governo nazionale oltre che agli enti locali dell’Abruzzo. Sono certo che sarebbero entusiasti e avremo così la possibilità di dimostrare che oltre all’emergenza abbiamo a cuore ciò che Berlusconi non ha ne’ a cuore ne’ in testa e cioè la ricostruzione del patrimonio storico come della speranza di una popolazione.</strong></p>
<p> </p>
<p>Auguri di buon lavoro<strong>,                                         Roberto Pinter</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Trento 15.09.09</strong></p>
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		<title>candidato alla segreteria provinciale PD</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 16:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[provinciale]]></category>

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		<title>Il Partito Democratico del Trentino.</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 17:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertopinter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le mie idee per il PD del Trentino  Più che da dove vieni conta chi sei e dove vai. La nascita del PD è anche questo, è un progetto che guarda avanti, un’idea aperta. Ognuno porta la sua storia e le proprie passioni, ma insieme diamo vita ad un’idea politica nuova. In Trentino questo ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertopinter.wordpress.com&amp;blog=1414642&amp;post=578&amp;subd=robertopinter&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Le mie idee per il PD del Trentino</em> </strong></p>
<p>Più che da dove vieni conta chi sei e dove vai. La nascita del PD è anche questo, è un progetto che guarda avanti, un’idea aperta. Ognuno porta la sua storia e le proprie passioni, ma insieme diamo vita ad un’idea politica nuova.</p>
<p>In Trentino questo ha permesso la nascita di un partito ricco del suo pluralismo ma non ipotecato da appartenenze, una scommessa aperta e capace di coniugare ancor di più identità territoriale e progetto nazionale.<span id="more-578"></span></p>
<p>Le elezioni regionali e quelle amministrative hanno confermato un PD in grado di essere un partito molto radicato sul territorio, con donne e uomini che ne esprimono il carattere innovativo.</p>
<p>Le elezioni europee hanno visto il PD primo partito del Trentino, in una situazione segnata però dalla crescita del populismo e del centrodestra e dall’arretramento delle socialdemocrazie europee come dei governi locali del centrosinistra. Un risultato che peraltro ferma e inverte la crescita di Berlusconi e non compromette le possibilità di futuro per il PD.</p>
<p><strong>Un partito democratico</strong></p>
<p>Il PD nasce per rilanciare la partecipazione politica che non può ridursi a quell’elettorale, così come le dimensioni del governo e dell’amministrazione non esauriscono quella politica.</p>
<p>Dobbiamo tradurre la grande fiducia riposta dall’elettorato nel PD in un’organizzazione popolare e soprattutto, attraverso la partecipazione democratica, costruire un partito con delle idee chiare e con un’identità riconoscibile, forte e riformatrice.</p>
<p>Il futuro non è già scritto né a livello nazionale né a livello dell’autonomia ed è sicuramente anche nelle nostre mani. Dobbiamo costruire un gruppo dirigente che questo futuro lo sappia interpretare.</p>
<p>Possiamo contribuire alla costruzione del PD nazionale, portando un’originale esperienza e pretendendo un partito che sappia guardare avanti recuperando la capacità di rappresentanza popolare.</p>
<p>Avere un partito democratico dove valga la sola regola di una testa un voto e dove il rispetto delle regole si coniughi con la capacità del confronto è sicuramente il requisito affinché si possa coltivare ancora speranza in un collettivo politico, ma un partito nasce perché ha qualcosa da dire: un progetto di governo, un’idea di mondo.</p>
<p><strong>Un partito popolare</strong></p>
<p>Nell’epoca del trionfo dei populismi non rimane solo l’alternativa tra l’orgoglio della ragione e la demagogia, esiste ancora la possibilità di essere popolari invece che populisti.</p>
<p>Dopo le devastanti sconfitte degli anni ‘80 e le trasformazioni altrettanto pesanti è necessario ricostruire senso e rappresentanza politica del sociale.</p>
<p>Al PD è chiesto di essere innanzi tutto presente, bisogno per bisogno, paura per paura, paese per paese.</p>
<p>Il PD non è nato per vivere delle paure coltivandole, ma nemmeno per snobbarle; il PD non è nato per alimentare l’intolleranza o per difendere i corporativismi, ma nemmeno per balbettare di fronte alle diseguaglianze crescenti; il PD non è nato per coltivare egoismi e localismi ma nemmeno per sottrarsi al confronto con lo spaesamento che la globalizzazione e il cambiamento hanno portato con se, o per evitare di dare risposte che non siano solo buoni principi, ma anche soluzioni ai conflitti.</p>
<p>Il populismo ignora le differenze e le diseguaglianze sociali, riconosce solo quelle che sono utili all’esercizio del potere e all’uso della demagogia, un partito popolare le riconosce per immaginarne il superamento.</p>
<p>Il Partito Democratico deve riconoscere l’ingiustizia nell’attuale distribuzione della ricchezza e avere l’obiettivo di ridistribuirla, ed è possibile ponendo al centro il lavoro e il valore del lavoro, sia esso quello autonomo dell’impresa che quello del lavoro dipendente.</p>
<p>Di fronte alla crisi economica che ha evidenziato la profonda ingiustizia di un sistema, a partire da quello finanziario, che privilegia la rendita e la speculazione rispetto al lavoro e alla dignità delle persone, abbiamo bisogno di una politica che cerchi di governare le cose e non di adattarsi alle stesse.</p>
<p> Abbiamo bisogno di un partito protagonista con valori forti di riferimento, che sappia fare delle scelte nell’uso delle risorse pubbliche, nel sistema fiscale, nella gestione della pubblica amministrazione e nell’amministrazione della giustizia.</p>
<p> Si può essere moderati ma si deve essere giusti.Non c’è ragione affinché il centrosinistra non interpreti il bisogno di giustizia e non interpreti la lotta contro i privilegi, o che si dimostri incerto nel rispetto del codice etico e nel superare la cultura del favore. Il futuro del PD deve essere questo!</p>
<p>Così come si può coltivare un’idea di sviluppo che esca dalla trappola della crescita senza limiti; il lavoro per tutti è possibile con un’idea di sviluppo che proponga una rivoluzione energetica ed ambientale, che offra qualità di vita, servizi e formazione per tutti.</p>
<p><strong>Un partito dell’autonomia</strong></p>
<p>La dimensione popolare di un partito si lega necessariamente, se vuol essere politica, a quella territoriale e in Trentino si lega all’autonomia.</p>
<p>Cogliere le differenze, riconoscere le diseguaglianze vuol dire anche riconoscere il territorio e le sue differenze. Nella globalizzazione sopravvive chi riesce a coltivare un’identità che non sia chiusura bensì apertura a partire dalla propria cultura e dai propri saperi.</p>
<p>Il PD deve essere presente e radicato sul territorio e lo deve saper interpretare, rappresentandolo in un progetto provinciale, ma anche rendendolo protagonista del cambiamento necessario per costruire un futuro per le nuove generazioni.</p>
<p>Il PD deve interpretare l’autonomia di questa terra (come le migliori esperienze politiche hanno saputo fare), deve immaginare e governare il futuro dell’autonomia, del terzo statuto come delle risorse del secondo statuto.</p>
<p>Solo così possiamo rendere meno precaria l’adesione politica e possiamo saldare il progetto politico e la crescita della comunità.</p>
<p><strong>Un partito giovane</strong></p>
<p>Non c’è dimensione popolare che assicuri futuro, se un partito non è in grado di rendere i giovani protagonisti della politica e protagonisti di questa terra. Un partito che non li sappia solo ascoltare, ma che li sappia rendere responsabili, che ne riconosca i meriti, ma che li stimoli ad essere interpreti.</p>
<p>Non sono i giovani che devono adattarsi al nostro modo di fare politica, è la politica che deve offrirsi al cambiamento di cui i giovani hanno bisogno. Non basta aprire le sedi, bisogna uscire dalle sedi ed andare noi da loro e riconoscere il diritto di cittadinanza ad ogni livello.</p>
<p>Come il principio della parità di genere ha segnato la formazione degli organismi dirigenti, così il rinnovamento deve segnare la nuova fase del PD e investire anche la dimensione istituzionale e di governo evitando concentrazione e sovrapposizione di ruoli.</p>
<p><strong>Un partito primo nelle idee</strong></p>
<p>Un Partito democratico, popolare, giovane, che sia primo nelle idee e non solo nei voti. Nelle idee che riguardano il governo di questa terra e l’uso dell’autonomia per andare oltre la crisi; a partire dalle scelte strutturali e strategiche che riguardano le risorse umane, il territorio e la sua economia.</p>
<p>Abbiamo a cuore la coesione<strong> </strong>di questa comunità: una comunità che sappia ritrovarsi nella competizione globale, che si misuri nella capacità di includere i soggetti più deboli, che sappia aprirsi ed interrogarsi nel rispetto dei doveri e dei diritti di ciascun componente.</p>
<p><strong>Una comunità coesa</strong> che ha a cuore il diritto e la qualità della partecipazione democratica e che rifugge da ogni semplificazione e da ogni scorretta concentrazione di potere ed esercizio dell’arbitrio.</p>
<p><strong>Una comunità responsabile</strong> che conosce il rigore morale e ricorda la sobrietà e il limite nell’uso delle risorse, per assicurarne l’accesso a tutti e alle future generazioni.</p>
<p><strong>Una comunità che sceglie la qualità</strong> della coesione sociale, elevando la protezione e innovando gli strumenti che assicurano la cittadinanza piena e responsabile. Che sceglie la qualità delle risorse umane con la qualità della cultura, della formazione permanente, del lavoro; che sceglie la qualità delle risorse del territorio a partire dal paesaggio.</p>
<p>Responsabilità e qualità richiedono la capacità di superare privilegi, rendite e corporazioni e di riformare la pubblica amministrazione a partire dalla riorganizzazione delle autonomie locali.</p>
<p><strong>Un partito protagonista</strong></p>
<p>Il popolo del PD si aspetta un PD protagonista nel governo e responsabile nelle scelte che riguardano il futuro di questa terra!</p>
<p>Un partito forte, consapevole di essere in Trentino il primo partito ma non arrogante ne’autosufficiente, che dunque ricerca il dialogo, costruisce alleanze e partecipa, da protagonista, in modo responsabile ma esigente alla coalizione di governo. Rivendicandone peraltro, a partire dalle prossime elezioni amministrative, la coerenza su tutto il territorio provinciale e offrendo il legame con il progetto nazionale come opportunità per tutta l’autonomia.</p>
<p>Una coalizione che non ha un dogma nella sua rigidità o nella sua omologazione a quella nazionale, ma che anzi ne ricerca l’originalità purché coerente con i valori e la storia del Trentino e con la necessità di un programma di governo che sappia, oltre che con un’attenta gestione delle risorse finanziarie, attraverso le riforme, costruire un futuro all’autonomia.</p>
<p> <strong>Un partito autonomo, plurale e aperto</strong></p>
<p>Un partito interprete dell’autonomia e dunque autonomo nel rapporto con il nazionale, nelle forme che unitariamente verranno decise, ma partecipe/protagonista del dibattito, concorrendo insieme alle altre regioni alla costruzione unitaria di un partito nazionale che si riconosca nella natura federale e confederale contenuta nello statuto.</p>
<p>Un partito plurale e aperto che fa del dialogo il suo obiettivo irrinunciabile e che guarda in particolare a chi nella sinistra, nei moderati e negli ambientalisti, non si riconosce oggi nel PD.</p>
<p>Un partito che sappia riconoscere le autonomie e le specificità dei territori, che si riconosce nell’autonomia dei circoli e che la rafforza, promuovendo la formazione politica ad ogni livello, che coinvolge i circoli nella scelte politiche, valorizzando l’impegno degli iscritti e aprendo alla partecipazione più ampia dei propri sostenitori ed elettori.</p>
<p>Un partito che riconosce l’autonomia degli eletti nella gestione amministrativa, ma che rivendica altrettanto l’autonomia politica del partito e la coerenza tra responsabilità amministrativa e adesione ad un partito, nel rispetto del codice etico, dello statuto, ma anche nella comune partecipazione ad un progetto politico.</p>
<p>È ora di ricostruire partecipazione politica ad un progetto collettivo e non solo ad un’azione di governo, ed è ora che un’azione di governo non sia solo oggetto di verifica elettorale, ma anche di un dibattito democratico.</p>
<p>Ai giovani in particolare non possiamo chiedere di riconoscersi in un’azione di governo ma soprattutto in un’idea di governo, in un’idea di società o di futuro che un partito deve esprimere. Un’idea che non è patrimonio esclusivo di un gruppo dirigente o degli eletti, bensì di tutti quelli che intendono, come iscritti o come elettori, partecipare alla vita e alle scelte del partito.</p>
<p>Chiedendo a ciascuno di non coltivare solo la propria idea di partito, ma di partecipare alla costruzione di un’idea che non sarà di questo o quel segretario, ma risultato di una condivisione, di un processo democratico collettivo. Il segretario non esaurisce l’immagine e l’identità del partito perché queste sono il risultato del lavoro dei circoli e del gruppo dirigente, anche per questo è utile che il segretario si sottoponga a verifica a metà del suo mandato.</p>
<p> <strong>Un partito coerente</strong></p>
<p>Tra le ragioni della perdita di credibilità dei partiti e dello scarso entusiasmo per la politica c’è indubbiamente la scarsa coerenza tra parole e comportamenti, tra promesse e governo. Ancor più delle delusioni per le politiche proposte, pesa talvolta la mancanza di forza con la quale si cercano di tradurre le stesse politiche.</p>
<p>Annunciare la trasparenza e poi nascondere i panni sporchi; fissare i codici di comportamento e poi disattenderli; proclamare regole e poi derogarle; annunciare sobrietà e limite e poi giustificare privilegi indifendibili; ribadire valori come la giustizia e l’equità o parlare di meriti e poi coltivare corporativismi e tutelare interessi forti: tutto questo è altrettanto devastante dell’incapacità di dare risposte riconoscibili alla disuguaglianza sociale, alla crisi economica, alla delinquenza e alla corruzione.</p>
<p><strong>Priorità assoluta per il PD è parlare bene e comportarsi altrettanto bene, essere esigenti e rigorosi prima di tutto con se stessi, essere coerenti con i valori annunciati, solo così c’è speranza di ricostruire la credibilità della politica e di un partito democratico.</strong></p>
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