La verità, di questo abbiamo bisogno.

By robertopinter

“Le torture di Bolzaneto e la notte della democrazia.

“In tre giorni di sospensione dei diritti umani ci sono stati al più due uomini compassionevoli a Bolzaneto, tra decine e decine di poliziotti, carabinieri, guardie di custodia, poliziotti carcerari, generali, ufficiali, vicequestori, medici e infermieri dell’amministrazione penitenziaria.”

Con queste parole il giornalista della Repubblica, Giuseppe D’Avanzo, apre l’inchiesta su ciò che due anni di processo a Genova hanno documentato rispetto al G8 di Genova e in particolare nella caserma di Bolzaneto tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001.

Tortura, solo così si può definire ciò che l’inchiesta ha ricostruito, ma non essendoci in Italia il reato di tortura tutti i responsabili “della notte della democrazia”se la caveranno con piccole pene o con le prescrizioni.

Invito tutti a leggere l’inchiesta e a non dimenticarla perché anche se nulla di simile si è più ripetuto in Italia non può non lasciarci sgomenti il fatto che decine di rappresentanti delle forze dell’ordine, di coloro che sarebbero chiamati a presidiare la nostra sicurezza e la nostra democrazia hanno condiviso una bestiale violenza nei confronti di inermi cittadini con il manifesto obiettivo di cancellare ogni dignità umana. Con gli stessi medici consapevoli di quanto stava accadendo e che hanno permesso che il trattamento inumano continuasse anche in infermeria.

Si in Italia c’è un processo che ha ricostruito quanto è accaduto e accertato le responsabilità, ci sarà pure una sentenza anche se non ci sarà una pena proporzionata ai delitti commessi, ma mentre protesto contro la Cina per la feroce repressione in Tibet posso dimenticare che nel nostro paese si possono cancellare i diritti umani e si può esercitare la tortura rimanendo dipendenti dello stato e forze dell’ordine e senza che mai sia stata accertata la responsabilità politica?

In Italia non abbiamo ancora conosciuto la verità per le tante stragi, per delitti rimasti impuniti, per l’intreccio tra poteri dello stato e mafia, camorra e delinquenza, e chissà mai se riusciremo a conoscerla la verità, ma di Genova conosciamo anche troppo. Come dice D’Avanzo:

“I fatti sono accertati, documentati, provati, e raccontano che per tre giorni la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità umana e i suoi diritti. E’ un’osservazione che già dovrebbe inquietare se non fosse che l’indifferenza dell’opinione pubblica, l’apatia del ceto politico, la noncuranza delle amministrazioni pubbliche che si sono macchiate di quei crimini appaiono, se possibile, ancor più minacciose delle torture di Bolzaneto.

Possiamo davvero dimenticare, le istituzioni dello stato, chi le governa, chi ne è governato- che per settantadue ore, in una caserma diventata lager, il corpo e la dimensione dell’umano di 307 uomini e donne sono stati sequestrati, umiliati, violentati? Possiamo davvero far finta di niente e tirare avanti…? “

No non credo che possiamo lasciare che chi si è reso responsabile rimanga al suo posto, non possiamo non esigere che si guardi dentro i corpi dello stato per individuare le impronte del fascismo e dell’odio. Lo dobbiamo fare per chi è stato violentato e per chi può essere ancora violentato nella stessa indifferenza.

Da Berlusconi, capo del governo ai tempi di Genova non mi aspetto niente, da Veltroni mi aspetto che quando si ascolta l’inno d’Italia ci si ricordi anche di Bolzaneto e ci si impegni a non stendere l’ennesimo velo pur di far ripartire l’Italia.

Questo paese non deve perdersi nel suo passato ma deve però trovarsi nel suo presente e per ritrovarsi deve abbandonare il cinismo, deve conoscere la verità e ricostruire fiducia nelle sue istituzioni.

Non rimaniamo indifferenti ne va della dignità umana.

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